AuthorsDen.com   Join Free! | Login    
Happy 4th of July!
   Popular! Books, Stories, Articles, Poetry
Where Authors and Readers come together!

SIGNED BOOKS    AUTHORS    eBOOKS new!     BOOKS    STORIES    ARTICLES    POETRY    BLOGS    NEWS    EVENTS    VIDEOS    GOLD    SUCCESS    TESTIMONIALS

Featured Authors:  Darden North, iJeff Mason, iDavid Gelber, iMichael Thal, iClaire Power Murphy, HonDL, iZannah Hackett, iGina McKnight, i

  Home > Action/Thriller > Articles Popular: Books, Stories, Articles, Poetry     

Maria Pace

· + Follow Me
· Contact Me
· Books
· Articles
· Stories
· 14 Titles
· Save to My Library
· Share with Friends!
·
Member Since: May, 2011

Maria Pace, click here to update your pages on AuthorsDen.



La Foresta del Tempo-Illimitato
by Maria Pace   
Not "rated" by the Author.
Last edited: Monday, August 27, 2012
Posted: Monday, August 27, 2012

  Print   Save    Follow    Share 

Recent articles by
Maria Pace

MITICHE REGINE: Didone - Boudicca - Zenobia
AGAR... ANTICO EGITTO e SACRA BIBBIA
... La metamorfosi......
KABEUT - La Divina Freschezza
... le insidie del deserto...
... nel gineceo del Faraone...
LA PROSTIBULA - La Prostituta
           >> View all

... Djoser continua il percorso insidioso attraverso la DUAT, l'Oltretomba egizia e si imbatte in...

...

La Foresta del Tempo Illimitato era folta e oscura. Alla poca luce che vi filtrava, proveniente chissà da dove, al ragazzo non sembrò, sulle prime, un luogo così terribile: svolazzi, pigolii e cinguettii. Rami e foglie parevano bisbigliare. Penduli di acacie sussurravano e fiori di melo frusciavano. Tanti gli alberi: tamarindi, mirti, mele, acacie. Tanti gli uccelli: passeri, ciurli, rondini e aironi. Volavano da un ramo all’altro, da un albero all’altro. Sfrecciavano cinguettando. Riempivano l’aria immota di trilli e cinguettii.
Fu subito attratto da uno splendido fiore dalla grande, sanguigna corolla vellutata e imperlata di miele. Era un fiore davvero bellissimo e come lui, insetti e minuscoli uccelli dalle ali variopinte e scintillanti n’erano irresistibilmente attratti. Gli svolazzavano sopra allegri e cincillanti ma, improvvisamente, la corolla si chiuse sopra di loro e li inghiottì. Djoser fece un balzo indietro. Quando la corolla si riaprì, non c’era neppure un’aluccia a testimoniare l’ingordigia di quella pianta infernale.
Djoser si allontanò, naso in sù e guardandosi intorno. Era inquieto. Percepiva qualcosa di stonato nel canto degli uccelli; avvertiva una nota di timore e inquietudine nei loro trilli.
Grossi rami, mentre s’infiltrava in qual mare verde cupo, pendevano dall’alto. Ciondoloni, gli parve. Come le braccia degli operai dei cantieri dopo il lavoro di un’intera giornata; aveva quasi l’impressione che si tendessero verso di lui. Ogni volta che qualcuno si schiantava a terra, gli uccelli zittivano e le ali si fermavano a mezz’aria. Urlava, invece, un silenzio assordante. Poi, trilli e svolazzi riprendevano più frenetici.
Facendo bene attenzione a non inciampare nelle radici affioranti dal terreno, più grosse e robuste degli stessi rami degli alberi, Djoser proseguì lungo un sentiero tracciato.
“Chissà quante Anime-Ka saranno passate lungo questo sentiero.”
Alcune di quelle radici erano davvero grosse e contorte. Raggomitolate intorno a se stesse, sembravano serpenti attorcigliati. Per ben due volte scoprì che si trattava proprio di serpenti. Per sua fortuna parevano in letargo.
In verità, egli stesso si sentiva un pò in letargo. Stanco e un pò
confuso. Come in un ambiente con poca aria. Come nei budelli della Piramide di Khufu. Poca e pesante. L’aria che si respirava in quella Foresta era davvero tanto, tanto, ma tanto pesante. Così pesante da costringerlo a fermarsi per lunghi respiri. Quell’aria discendeva dentro di lui, ma poi faticava a risalire e gli opprimeva con forza il petto. Fece un respiro profondo e stese un braccio; la mano fendette l’aria come fosse stata qualcosa di compatto. La vide fluttuare intorno a sè e udì i trilli e i frolli d’ali espandervisi come in un’eco profonda.
“Strani uccelli! - pensò sottovoce - Mai visti, rondini ed aironi simili a questi.”
Strani. Strani davvero, quegli uccelli. Niente affatto comuni. Uno si staccò dall’alto del fogliame di una quercia e scese a volteggiargli sul capo. Era uno splendido falco. Un giovane falco dal corpo slanciato, dalle lunghe ali e dagli artigli rostrati.
Djoser abbassò istintivamente; il capo; pareva che quello stupendo esemplare di rapace stesse puntando proprio lui. Così era, poichè si fermò a svolazzargli sul capo sbattendo le ali. D’improvviso, l’udì emettere un suono acuto e stridulo. Non il normale verso di un uccello, nè un grido da predatore, ma un suono prolungato, simile all’eco di uno squillo di tromba. Immediatamente dopo, però, seguì un canto dolcissimo, una vocina melodiosa.
“Vivono di uccelli i falchi,
di scorrerie vivono gli sciacalli...”
Djoser ne rimase sconvolto: l’ultima volta che aveva udito quel canto, molti anni prima, era stato sul ciglio di uno stagno e con lui c’era Sikty, il suo amichetto d’infanzia.
Della palude vivono gli ippopotami,
di pesci i coccodrilli.
Di grano e di pesci del Nilo vivono gli uomini… “
Era proprio la voce di Sikty e quello era il Ba del suo piccolo amico.
Il Ba, gli aveva spiegato suo padre, necessario alla sopravvivenza umana dopo la morte, era la parte più intima dell’anima. Al momento della morte lasciava il corpo uscendo dalle narici, poichè era attraverso le narici che Ptha-Atum aveva infuso l’alito. La sua forma era di uccello con testa umana.
Il suo amico Sikty era morto. Era morto annegato un pomeriggio di tanti anni addietro, mentre giocavano con i ranocchi dello stagno dietro casa. Quale uccello, avrebbe potuto scegliere per il suo Ba, se non un falco?
Da grande, diceva, avrebbe voluto avere un falco come compagno.
Che strana sensazione guardare il volto dell’amico su quel corpo di falco. Anche Sikty guardava lui. Lo guardava fisso negli occhi poi piegò le ali e cercò con gli artigli un ramo su cui posarsi.
“Sei proprio Sikty?” domandò.
“Come tu sei il mio amico Djoser.”
Non pareva per nulla stupito, il piccolo Sikty, di quell’incontro. Solo contento. Era ancora bambino e non conosceva lo stupore del miracolo. Djoser, invece, sì!
La gioventù è sensibile ai miracoli della vita.
“Ehi! - il falco-bambino lo svegliò dallo stupore - Non mi senti?”
“Oh!, sì... sei proprio il Ba del mio amico Sikty e...”
“Sono cosa?” lo interruppe la vocetta stridula del bimbo-uccello.
“Sei il Ba del mio amico Sikty.”
“Io sono Sikty!” insistette l’altro con caparbietà.
“Certo che sei Sikty, ma non sei più quello che viveva nel Mondo-di-Sopra. Adesso sei un Ba. Sei un’anima e...”
“Io sono S i k t y! - conguettò quello - Sono il figlio del fabbro Sekhem e di sua moglie Khara!”
“Va bene! Va bene! - conciliò Djoser; ricordava quanto permaloso e testardo fosse il suo amichetto anche da vivo - Sei Sikty! - sorrise poi proseguì - Non sei cambiato!... No! - si corresse subito - Sei cambiato. Ma la tua faccia non è cambiata. La tua faccia è sempre la stessa.”
“Tu invece sei cambiato. Sei tu, ma sei diverso. Sei così alto...”
“Eh! - fece Djoser - Sono scresciuto. Non ho più cinque anni. Cinque anni avevo quando...” Per la terza volta s’interruppe.
“Quando finii annegato nello stagno.” concluse per lui l’amichetto, con accento quasi divertito.
“Già!” assentì Djoser con aria mortificata.
“Da allora mi tengo lontano dal più piccolo specchio d’acqua. Ah.ah.…- cinguettò - Bevo solo rugiada dai tronchi degli alberi” Anche Djoser rise, mentre continuava a fissarlo negli occhi. Erano proprio gli occhietti di Sikty, scuri e furbetti.
“Da quel giorno mia madre mi ha sempre tenuto lontano da ogni pozzanghera d’acqua. - ancora una pausa, per raccogliere l’emozione sparsa dentro e fuori di lui da quell’incredibile incontro; Djoser tirò su col naso - Anche mia madre è qui. L’hai incontrata qualche volta? Hai incontrato i miei genitori?” chiese.
Sikty scosse il capino piumato di cui Djoser parve accorgersi solo in quel momento, di colore grigio- ardesia striato di bianco. La sua mano si tese per una carezza, che Sikty parve gradire..
“E i tuoi lunghi capelli?” lo udì domandare.
Uno stormo di gufi venne a frollare intorno al lungo ramo proteso su cui stava appollaiato Sikty, impedendogli di rispondere.
Sbattevano le ali rumorosamente e dai versacci che emettevano, parevano più gracchianti cornacchie che silenziosi rapaci. Djoser sollevò lo Scettro di Anubi e li mise in fuga.
Sua madre, ricordò, odiava gufi e civette. Diceva che portavano disgrazie e che ne aveva visto uno appollaiato sul melo del loro giardino proprio il giorno della disgrazia del suo amichetto. Diceva che cacciavano di notte in silenzio e con il favore delle tenebre perchè di giorno erano impegnati a spargere disgrazie.
Suo padre, però, sorrideva dei suoi timori e gli diceva che ognuno di quegli odiati pennuti era utile per tenere lontano i topi che, quelli sì, erano dannosi.
Sikty sollevò un’ala per proteggersi il capo e si lasciò sfuggire un lamento; lo stormo di gufi era già lontano.
“Ehi, Sikty!... Ma tu sei ferito. La tua ala è spezzata. Che cosa ti è successo? Sono stati quei gufacci dispettosi?”
Il bambino-uccello scosse il capino.
“E’ stato il Macellatore-delle-Anime-Fuggenti. - piagnucolò - Mi ha inseguito con i suoi coltelli. Io sono riuscito a volare via, ma lui... Oih! Oih!... mi aveva già colpito... Oih! Oih!...”
“Non piangere, piccolino. Non piangere... C’è qui il tuo amico Djoser che ti aiuterà a rimettere a posto la tua aluccia.”
Djoser gli accarezzò il capino, poi il dorso. Quanta pena vederlo così piccolo ed indifeso. Era solo un bambino quando era morto e bambino era ancora adesso: uno stupendo bambino-uccello la cui vista procurava un dolore acerbo al suo spirito.
“Fammi vedere la tua ala.” disse; Sikty tese l’ala con un gemito.
“Se stai fermo e tranquillo il tuo amico te la sistema in un battito di ciglia.” lo rincuorò, poi prese un ramoscello, lo accostò all’ala e l’avvolse con una pezzuola tratta fuori dalla sacca appesa al collo. Sikty lo lasciava fare in silenzio.
“Sai dirmi di questo Macellatore di Anime Fuggenti?” chiese. L’amichetto scosse il capino, ma la sua vocetta trillò:
“Però conosco un segreto.”
Djoser sollevò il capo; sorrise e si guardò intorno.
“Qui? Nella Terra-dei-Misteri?... Oh! Qui ogni cosa è un mistero. Compreso il mio piccolo amico Sikty”
“Quel giorno, nello stagno...”
“Non fu colpa mia, Sikty. – si agitò Djoser - Ho provato a tirarti
fuori dell’acqua, ma non ci sono riuscito. L’acqua mi spingeva lontano… lontano da te.”
“Non è stata l’acqua a spingerti fuori dello stagno, Djoser.”
“E’ stata l’acqua.”
“Non è stata l’acqua a spingerti fuori dello stagno.” insisteva il bambino-uccello.
“E’ stata l’acqua. - anche Djoser insisteva - L’acqua mi ha spinto lontano.. Lo ricordo bene. Ricordo come annaspavo...”
“No! Io annaspavo. Poi è arrivato Lui. Ha sospinto te fuori dello stagno ed ha condotto Sikty fino a qui.”
“Ma che cosa dici?”
“Che Lui mi ha condotto fino ai Sentieri-della-Terra-Nascosta.”
“Non capisco. Non ti capisco. Chi è Lui?”
“Lui! - ripetè il piccolo - Con Lui sono venuto fino ai confini della Terra-Nascosta, ma Lui non c’era quando ho attraversato le Tenebre popolate dai Grandi Serpenti.”
“Vuoi dire il Labirinto?”
“... e non era col povero Sikty neppure nella Laguna-della-Doppia-Fiamma. - il piccolo fece una pausa, poi aggiunse, con voce carica di compiacimento - Ma Sikty è stato capace di spegnere le Fiamme.”
“Capisco! - proruppe Djoser - Adesso capisco. Hai attraversato il Labirinto e il Lago-di-Fuoco e sei arrivato fino alla Foresta-del-Tempo... Però, non mi hai ancora detto chi è Lui.”
“Oh! - sospirò il Ba dell’amichetto - Non sai che dietro ogni segreto ce n’è sempre un altro? Vivere tanto più a lungo di me, nel Mondo-di-Sopra non ha giovato alla tua vita. Pare a me.”
trillò ancora Sikty, felice della sua aluccia rattoppata.
“Io voglio soltanto sapere chi è Lui.”
“H-A-P-Y! - scandì con la sua vocetta acuta il bimbo-uccello - Come puoi non averlo capito! Era Hapy, il Signore del Nilo.”
“Hapy! Ma certo! E’ stato Hapy a tirarmi fuori. Se così non fosse stato, ci sarei anch’io qui con te. Oh, mi dispiace!”
Sikty scosse il capino e provò a sbattere le ali; non riusciva ancora a stendere quella spezzata, ma il frollio era regolare.
“Che cosa posso fare ancora per te? Fra poco la tua ala sarà guarita e non t’impedirà più di riprendere il volo.”
“E tu pensi – replicò polemico - che un’ala ferita possa fermare un viandante come me nell’attraversando la Terra-Nascosta?”
“Se non è la tua ala ferita, che cos’altro ti trattiene?”
“Sono Quelli-che-causano-la-distruzione-dei-colpevoli a braccare i pellegrini che attraversano la Duat.”
Il caratterino del suo amichetto non era davvero cambiato, pensò Djoser; nemmeno adesso che stava percorrendo la Terra Nascosta. Neppure lui, però, era cambiato ed, infatti, candidamente domandò:
“Chi sono costoro?”
“Gli Spiriti Protettori che lo Sciacallo Divino ha posto a guardia del corpo di Osiride.” spiegò l’altro.
“E Tu saresti uno di quei colpevoli?”
“Naturalmente no! Ma quelli non lo sanno.”
“Sono stati quelli a spezzarti l’ala?”
“… e una zampa. – precisò Sikty - L’ala e una zampa. Sono stati Colui-che-vive-nel-fuoco e Colui-che-ha-gli-Occhi-Rossi.”
Seguì una breve pausa per sbattere l’ala e controllare se andava meglio. Cosa che, sorprendentemente, stava avvenendo a vista d’occhio, poi giunse la sua esortazione:
“Attento a quelli e pronuncia bene i loro nomi.”
“Lo farò, ma dimmi, che cosa ci fai ancora qui? Io ti credevo a goderti le Beatitudini nei Sekhet-Jaru insieme agli altri Glorificati. Chi sono queste Anime-Ba che svolazzano d’albero in albero facendo tanto baccano?”
“Aspettano come sto aspettando io.”
“Aspettano che cosa?”
“Aspettano le He-Kau.” rispose semplicemente l’altro.
“Aspettano le Parole-Magiche?... Vuoi dire che... Vuoi dire che sei qui perchè non conosci i nomi dei Sorveglianti e le parole da dirsi affinchè ti lascino passare? E’ questo che vuoi dire?”
Sikty fece un cenno affermativo col capino piumato.
“Per la Muta del Serpente Apep! - proruppe Djoser - Significa che la tua Anima-Ba è qui... - un breve conto mentale - da nove anni?”
L’amichetto accennò nuovamente di sì col capo.
“E’ pazzesco! - continuava ad esclamare Djoser - Dove sono le altre Anime? Il tuo Ka e la Shut?...”
Il Ba di Sikty continuava a scuotere il capo, ad agitare l’ala sana ed a muoversi sulle zampe.
“Questo non è il posto adatto per un’Anima-Ba.” sentenziò Djoser.
“E io non ci voglio più restare. - gli fece eco il piccolo - Non
voglio più restare qui, prigioniero senza passato e senza futuro.
- cominciò nuovamente a piagnucolare - Ma io non ricordo...”
“Non piangere, Sikhy. - lo confortò Djoser - E ascolta. Khesef-heri, Colui-che-si-Oppone, è il nome del Portiere di questa Arrit. Seres-Tepu, l’Attento-di-Cuore, è il nome del Guardiano,
Khesef-ad, il Grande-di-Voce, è chiamato l’Araldo...”
Un frollio gli impedì di continuare. Una nuvola cinguettante e variopinta puntò sulla Quarta Arrit come un enorme proiettile: l’intero stormo di Anime-Ba prigioniere di quella Foresta, colpevoli di non conoscere o non ricordare più un nome.
“Che cosa posso fare per il mio amico salvatore?” anche Sikty cinguettò, svolazzando felice, nonostante l’ala spezzata.
“Vai per la tua strada.” disse Djoser.
“E tu percorri la tua. - il falco-bambino prese il volo e si perse
in mezzo allo stormo; la sua vocetta gli giunse come un’eco
lontana - Ma stai attento alle insidie di questo Mondo.”
 



Want to review or comment on this article?
Click here to login!


Need a FREE Reader Membership?
Click here for your Membership!


Popular Action/Thriller Articles
  1. Independence and Unity Balance as Qualit
  2. Good Mourning, Knees
  3. An Open Letter to Warren Buffett
  4. Narcissists, Social Media, and Porn
  5. A New Thriller Novella - Jailbait by Barba
  6. If You Don't Like How I Write, PLEASE DON'
  7. I like gadgets and progress, but ...
  8. Extra Oil: Pope Francis Update & More
  9. Great Speaks
  10. Hidden Impact book review

Blademaster of Norda (Kindle Edition,Revised) by Jacamo Peterson

Fantasy Swords,Sorcery,Dragons,Demons,The Dark Lord,Temple Knights. Action/Adventure/Fantasy at it's best...  
BookAds by Silver, Gold and Platinum Members

The Lighthouse at Montauk Point by R David Fulcher

The stories in this collection were written over several decades, and changes in the author's life had a profound impact on the voices and themes utilized in the tales. In these pa..  
BookAds by Silver, Gold and Platinum Members

Authors alphabetically: A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Featured Authors | New to AuthorsDen? | Add AuthorsDen to your Site
Share AD with your friends | Need Help? | About us


Problem with this page?   Report it to AuthorsDen
AuthorsDen, Inc. All rights reserved.